Molto spesso, dopo aver tagliato gli alberi, la foresta residua viene bruciata e sulle sue ceneri vengono seminate piante erbacee infestanti a crescita rapida, che impediscono la crescita di nuovi alberi.
Un attacco sistematico e continuato al "polmone" verde del pianeta.
Concordiamo con il Ministro brasiliano Minc, che ha chiesto giustamente alla Conferenza internazionale sul clima a Poznan di raggiungere l'obiettivo di deforestazione zero, basterebbe ridurre del 50% la distruzione della foresta amazzonica nei prossimi 10 anni per ottenere una diminuzione di quasi cinque miliardi di tonnellate nelle emissioni di anidride carbonica (CO2) nell’atmosfera del pianeta.
Non si deve dimenticare che se non si ferma la deforestazione della foresta Amazzonica o peggio ancora se dovesse essere completamente rasa al suolo lancerebbe nell’atmosfera circa 50mila milioni di tonnellate di carbonio l’anno, una quantità insopportabile per gli esseri viventi, che causerebbe una mortalità di massa. Il problema della distruzione dell'Amazzonia è qualcosa di così grande e pericoloso, che riguarda tutto il mondo e non solo il Brasile.»